Trading, strategie e… strateghi

Trading, strategie e… strateghi

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Ieri pomeriggio ho lanciato un sondaggio nel mio gruppo Facebook TRADERS, che conta più di 3.000 appassionati, e ho chiesto di definire la tecnica o strategia preferita ad ognuno.

I risultati sono molto interessanti e, volendo, potete partecipare votando anche voi seguendo questo link: https://www.facebook.com/groups/tradersitalia/

Prescindendo dalle scelte dei singoli utenti voglio approfittare di questa circostanza per esprimere il mio modesto parere su questo argomento.

Faccio trading da più di 30 anni e come descritto nel mio libro “TRADING PLAN” ho sicuramente “navigato in lungo e in largo nelle acque tempestose del meraviglioso mondo del trading online”, accumulando un bagaglio di esperienze che farebbero impallidire non solo un neofita del settore ma anche coloro che dopo 1 mese di risultati positivi si ritengono già arrivati…

La mia esperienza mi dice che è un settore meno evoluto di quanto si possa pensare, zavorrato da una percezione iniziale del tutto fuorviante che oltre a provocare il sistematico azzeramento di migliaia di conti di trading, impedisce al settore stesso di evolversi in maniera ordinata e compiuta: la ricerca della pietra filosofale e del trading perfetto e infallibile!!!

Questa affermazione, mi direte, sintetizza in pieno la comune percezione del concetto di “mercato finanziario”, che basa sul concetto di inefficienza la componente essenziale della sua esistenza.

Tutto vero, mi direte, ma noi siamo Traders, dominati da sogni, speranze ed ambizioni e il nostro compito non è sconvolgere le regole di esistenza dei mercati, ma trovare la nostra chiave di lettura degli stessi, per riuscire ad interpretarli al meglio e poter “vivere di trading”.

Smettiamola di cambiare tecnica ogni giorno, smettiamola di cambiare indicatore o modello di analisi ogni giorno, smettiamola di far sembrare i nostri grafici a delle rappresentazioni di Andy Warhol e cerchiamo di far apparire in tutta la sua efficacia e concretezza un riferimento imprescindibile: sa maestà il prezzo!

Se credete che montando dieci indicatori differenti, 5 medie mobili e 5 oscillatori riuscirete a ridurre gli errori e le perdite siete degli illusi: ci hanno provato prima di voi migliaia di traders – compreso il sottoscritto – e il risultato è stato solo uno, la totale confusione.

Oggi esistono in Italia tantissimi traders di talento, sceglietene uno in particolare, cercate di conoscerlo al meglio e, quando sarete in grado di contraddirlo su interpretazioni delle tecniche di mercato che divulga sarete delle menti critiche e pronte.

La replica passiva di qualsiasi strategia senza una approfondita conoscenza della stessa non vi porterà da nessuna parte: non esiste un modo di fare trading che si possa adattare a tutti, dovrete costituirvelo su misura, tenendo ben presente che siamo esseri umani e come tali caratterizzati da profonde differenze in quanto ad emotività, preparazione e livello di educazione e tanto altro ancora…

Costruitevi il vostro “Trading Plan” personalizzato, adatto alla vostra propensione al rischio, al vostro tempo a disposizione per seguire i mercati, al vostro modello di vita e, conseguentemente, di attesa dei rendimenti.

Io ho trovato la quadra quando ho cancellato dai miei grafici tutti gli indicatori ed oscillatori possibili e sono partito alla ricerca di un modello di trading che si adattasse alle mie caratteristiche di individuo, approfondendo prima di tutto la conoscenza di me stesso e dei miei limiti, per poi passare alla ricerca degli elementi e delle regole su cui costruire il mio personalissimo modello di trading.

Evidentemente in questa ricerca sono stato favorito dalla mia precedente esperienza poliennale, un percorso caratterizzato da così tanti alti e bassi da permettermi di classificare forse il 99% dei potenziali eventi verificabili nel trading!!!

Torri Gemelle, crisi Lehman Brothers, BREXIT, crisi del Franco Svizzero, e chi più ne ha più ne metta, insomma non mi sono fatto mancare nulla!

Ma tutto ciò invece che indebolirmi mi ha rafforzato: ho acquisito la consapevolezza di saper “sopravvivere” ai mercati e agli shock che puntualmente li colpiscono e quindi sono potuto passare al punto successivo della mia ricerca, creare una strategia di trading proprietaria per poter agiatamente “vivere di trading”.

La mia ricerca mi ha portato a gemmare la tecnica “PDT – Paciello Divergence Trading”, ma non è questo il punto…

Come ci sono arrivato, che processo decisionale ho seguito, è un processo replicabile?

COME CI SONO ARRIVATO

Sono partito dalla definizione del mio “ambiente di trading ideale”, definendo senza compromessi che stile di trading mi sarebbe piaciuto applicare e, soprattutto, verificando preventivamente che lo stesso fosse poi “pienamente compatibile” con il mio personalissimo profilo di essere umano.

Mi è sempre piaciuto essere un pò “contrarian”, fa parte della mia indole, del mio essere e quindi è stato un tassello fondamentale su cui ho basato tutti i passaggi successivi.

A me come a tanti piace l’idea di saper “anticipare o prevedere” le future evoluzioni dei mercati, con la malcelata presunzione di arrivare a capire prima degli altri cosa sta per succedere…

Troppo ambizioso? Io credo che l’ambizione diventi determinazione nel momento in cui viene a palesarsi e sin dal momento in cui sei disposto a divulgare e condividere il tuo percorso e i tuoi obiettivi cessa di essere ambizione e diventa la cosa più bella del mondo: uno straordinario percorso di crescita comune.

Alla luce di quanto sopra ho iniziato a studiare i grafici nella loro essenzialità: solo due assi cartesiani, prezzo e tempo!

Da quel momento in poi è stato tutto facile, una continua e instancabile attività di ricerca e di verifica dei risultati alimentata da una passione indistruttibile: l’ambizione di vivere agiatamente di trading!!!

IL PROCESSO DECISIONALE

Questo secondo passaggio è stato forse il più critico e complesso: la tentazione di indulgere nella “modifica di tecniche altrui” è stata forte, ma il mio ego e la mia innata presunzione hanno avuto fortunatamente la meglio: sono partito da un grafico pulito e ho cercato di farmi aiutare da semplici indicatori e oscillatori nella ricerca e nella selezione dei “punti di inversione” dei mercati.

Come vedete non ho tradito il mio postulato iniziale: volevo sviluppare una strategia di trading contrarian e quindi non potevo che concentrarmi sull’analisi dei più evidenti punti di inversione rilevabili sui maggiori strumenti finanziari.

Algoritmi di terzi, indicatori miracolosi acquistabili sul web, formule magiche altrui… tutte cazzate!

Se qualcuno di noi avesse scoperto la strada per il successo facile non la condividerebbe con nessuno: il trading è un giudice implacabile e se tanti fanno solo da “professori” e non fanno trading neanche se li pagate è perché non ne sono capaci, non ci sono vie di mezzo.

Come dice un mio carissimo allievo: il trading non è democratico!

La sintesi è: ci sono tante persone “capaci” nel nostro settore, ma non fatevi affascinare dalle chiacchiere e cercate di approfondirne il profilo tecnico ed operativo senza compromessi.

Trovare un buon “mentor” con cui confrontarsi ed imparare potrebbe accorciare di molto la vostra strada verso l’autonomia finanziaria derivante dal trading, ma è una strada che va percorsa senza compromessi: se il “mentor” non mente sui mercati ci deve saper stare, sempre e comunque, e deve rendervi facilmente comprensibili e replicabili gli insegnamenti.

Se così non fosse, mollatelo e cercatene un altro, senza perdere tempo…

Adesso devo prendere un volo, “tempus fugit” come sempre, ma non ho ancora finito… Non ho neanche il tempo di correggere e/o rivedere alcuni passaggi, ma forse è meglio così…

Nelle prossime ore completerò questo approfondimento, fiducioso che abbia catturato il vostro interesse. In caso contrario, avrò ulteriormente approfondito l’analisi del mio modesto pensiero, il che non guasta mai! A domani….

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