Ftse Mib: il ribasso proseguirà. Fin dove? I titoli del momento

Ftse Mib: il ribasso proseguirà. Fin dove? I titoli del momento

  • Post author:
  • Post category:ANALISI

Il Ftse Mib ieri ha arginato la spinta ribassista dopo aver avvicinato nell’intraday la soglia dei 22.500 punti. La discesa è da considerarsi conclusa o proseguirà?

Penso che il ribasso del Ftse Mib sia destinato a proseguire nel breve, verso un primo supporto a 22.600 punti, già messo sotto pressione ieri, per poi estendersi in direzione del successivo, molto più consistente, in area 22.250.

Sono short al 60% e quindi festeggio questa discesa del Ftse Mib che dopo una lunga attesa ha dato una consistente spinta al ribasso.

La fase di ribasso è ancora iniziale e non possiamo considerare il mercato diventato improvvisamente short, ma l’eccesso di comprato che si era accumulato, peraltro in un laterale durato quasi 15 giorni, ha favorito questa consistente correzione.

Il Ftse Mib in due sedute ha perso ciò che aveva accumulato in 15, quindi ancora una volta i mercati sono velocissimi a scendere e abbastanza lenti a salire, per quanto sia stato un bel trend rialzista.

Ora aspetto il Ftse Mib al test del supporto dinamico a 22.600 punti, sotto cui avremo un potenziale pull-back rialzista in area 22.250.

Come dicevo sono short sul mercato al 60% e l’idea sarebbe di iniziare a pensare a ricoprirmi allorquando il Ftse Mib dovesse testare i 22.250 punti, un’area pull-back che mi sembra particolarmente rappresentativa.

Fino ad allora, nonostante i guadagni sullo short siano già abbastanza allettanti, preferisco mantenere le posizioni.

Per il momento non vedo possibilità di recupero a Piazza Affari, anche perchè la dinamica mi sembra ben innescata e anche a livello intermarket abbiamo osservato nelle ultime ore un indebolimento del dollaro e un rafforzamento dell’oro.

Tutto è preciso e coerente e quanto poi sarà profondo il movimento correttivo dell’azionario andrà valutato giorno per giorno, ma intanto iniziamo ad accontentarci e a beneficiare di questo ribasso.

Come detto prima per il Ftse Mib l’area su cui probabilmente farò dei ragionamenti sarà a 22.250 punti e spero che il mercato ci arrivi e di non essere costretto a ragionare prima.

Ieri Unicredit si è difeso un po’ meglio di Intesa Sanpaolo dopo la presentazione del piano industriale. Qual è la sua view su questi due titoli?

Per Intesa Sanpaolo segnalo una divergenza ribassista, con un primo segnale ribassista che è scattato alla rottura dei 2,34 euro.

Nella seduta di lunedì si è avuta la stura finale al ribasso e dire che il titolo è ben impostato a scendere, con prima area target zona 2,2 euro e in seguito una zona più lontana, sempre statica, stimabile a 2,08/2,07 euro.

Dal punto di vista squisitamente tecnico-grafico la struttura di Intesa Sanpaolo è molto bella ed è ribassista: solo un recupero di area 2,35/2,36 euro richiamerebbe un po’ il rialzo.
Per il momento mi sembra che il titolo abbia iniziato a correggere con decisione e probabilmente siamo solo all’inizio.

Per Unicredit la percezione degli operatori da un po’ di tempo è molto più favorevole rispetto a quella di Intesa Sanpaolo.

Prescindendo da valutazioni positive che ci sono sul mercato circa il nuovo corso di Unicredit e le tante dismissioni, il titolo ha rotto con decisione al ribasso lunedì la soglia dei 12,5 euro.

Questo per me è il segnale short su Unicredit che credo possa andare abbastanza facilmente verso area 11,4 euro.

Il titolo è evidentemente più forte del mercato, quindi è bene fare attenzione perchè non siamo in presenza di una dinamica violenta come quella che interessa altri bancari come Intesa Sanpaolo e Banco BPM, ma sicuramente anche Unicredit in questo momento ha una vocazione ribassista.

Solo un ritorno sopra area 13 euro negherebbe questo scenario short che ho appena descritto.

Fca si sta allontanando sempre più dai recenti massimi. Questa discesa ha già creato occasioni per nuovi long o è presto per intervenire?

Fca ha premiato benissimo i suoi azionisti e a livello di opportunità per intervenire c’era un piccolo test potenzialmente rialzista ieri mattina in zona 13,2 euro, dove si è fermato il titolo in chiusura.

Al di sotto di questa soglia troveremo un altro supporto in area 12,95/12,9 euro, dove peraltro verrebbe chiuso uno dei mega gap rialzisti e lì si faranno altre valutazioni.

Oggettivamente non credo che in un contesto di mercato debole Fca possa sorprendere, anzi probabilmente pagherà pegno e lascerà sul terreno il violento upside che ne aveva caratterizzato l’andamento sulla scia dell’annuncio di fusione con Peugeot.

Il consiglio è di fare attenzione all’area dei 13/12,95 euro, dove potrebbe esserci un tentativo di rimbalzo, diversamente Fca andrà a chiudere anche il secondo gap a 12,4 euro.

C’è da dire che il titolo era meno facile da intercettare al ribasso perchè non avevo delle strutture tecniche come quele di cui disponevo per Unicredit e Intesa Sanpaolo.

Non sono infatti in posizione su Fca perchè non sono riuscito ad intercettare questa dinamica ribassista, ma di sicuro non comprerei ora.

Azimut ieri è stato il peggior titolo del Ftse Mib, mentre ha guadagnato terreno FinecoBank. Quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Sono contento che Azimut scenda visto che sono entrato short due giorni fa. A parte questo mi sembra che il titolo stia confermando un copione davvero straordinario che ha recitato fino ad oggi ed è in ogni caso il titolo che meglio riassume l’andamento ultra positivo delle Borse negli ultimi mesi, salendo tantissimo.

Evidentemente quando i mercati azionari mostrano il fianco al ribasso e iniziano a correggere, è giusto che storni anche Azimut.

Prescindendo da queste valutazioni non tecniche, dal punto di vista squisitamente grafico notiamo una perfetta divergenza ribassista, con innesco dello short in area 23,4 euro.

Per Azimut possiamo indicare un primo target in area 21,3/21,25 euro e se non dovesse reggere questo supporto, allora vorrà dire che Piazza Affari si sta davvero indebolendo e quindi si apriranno scenari ribassisti molto profondi per il titolo.

Sottolineo che Azimut con la discesa di ieri è andato a testare la zero line del Commodity Channel Index e questo normalmente è un livello tecnico da monitorare con attenzione.

Situazione meno esasperata per FinecoBank che però ha anch’esso beneficiato del buon clima che si è respirato sui mercati azionari fino all’ultimo tweet di Trump se vogliamo.

Teoricamente Finecobank starebbe entrando al ribasso adesso e quindi confermo che ha maggiore forza relativa rispetto ad Azimut e almeno nella discesa sembra un po’ più difensivo.

Occhio però perchè se il titolo dovesse chiudere sotto area 11,1 uro confermerebbe una divergenza ribassista con breakout del primo supporto dinamico, quindi innescherebbe un movimento short selling che potrebbe e dovrebbe portare FinecoBank verso area 10,1/10 euro.

Ci sono altri titoli che vuole segnalarci a Piazza Affari?

Consiglio a tutti di monitorare l’andamento di Enel che, essendo il più pesante in termini di capitalizzazione, è salito benissimo durante l’ascesa dei mercati azionari.

Sono short su Enel che a breve incontrerà un grande supporto dove dovrò decidere se chiudere la posizione già peraltro in buon gain.

Prescindendo dal mio posizionamento personale, suggerisco a tutti di guardare Enel perchè, se è vero che è il titolo più pesante del listino, fa anche un po’ di driver.

Una chiusura di Enel sotto i 6,5 euro sarebbe un segnale molto forte di persistente debolezza di Piazza Affari, motivo per cui sarà da seguire con attenzione il titolo.