Ftse Mib: ecco dove condurrà questo rialzo. I titoli appetibili

Il Ftse Mib ha ancora margini di manovra in saliti e punta a due target tecnici ben definiti: ecco quali. La view di Pietro Paciello.

Il Ftse Mib sta allungando il passo verso i massimi dell’anno. Si aspetta una rottura al rialzo di questi livelli?

Credo che il mercato nella sessione di venerdì sulla chiusura serale di Wall Street abbia semplicemente innescato delle prese di beneficio da “buy on rumors and sell on news”, allorquando si è concretizzato, come atteso, un parziale accordo tra Cina e Usa sui dazi.

Le prese di profitto non si sono potute riverberare sui listini europei che orami erano chiusi e la partenza di ieri degli stessi è avvenuta in allineamento con quanto accaduto a Wall Street.

Continuo a pensare che Piazza Affari abbia ancora spazio rialzista e mantengo inalterate le posizioni long.
Penso che per il Ftse Mib abbiamo due target tecnico-grafici abbastanza interessanti e sono quelli su cui poi andrò a definire eventuali prese di profitto.

Il mio portafoglio è ben bilanciato e in guadagno, ma secondo me non siamo ancora arrivati su punti importanti.
Porterò a casa qualcosa se il Ftse Mib approderà in area 22.300, prima resistenza dinamica ormai piuttosto vicina.

Poi cercherò di tenere le posizioni rimanenti fino al raggiungimento da parte del Ftse Mib dei 22.550/22.600 punti, dove credo possa esserci il target di esaurimento del movimento in atto.

La mia view su Piazza Affari al momento resta rialzista e cambierò approccio solo in caso di chiusura del Ftse Mib sotto i 21.500 punti, al momento abbastanza improbabile.
Fino a quando l’indice si manterrà al di sopra di tale soglia rimarrà long, con primo target a 22.300 e obiettivo successivo in area 22.600.

Cosa può dirci in merito al recente andamento di Banco BPM e Ubi Banca e quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Banco BPM viene evidentemente considerato dal mercato il lato vincente della potenziale fusione con Ubi Banca e il tutto si riverbera sull’andamento del titolo.

Banco BPM sta provando a rompere la resistenza in essere da dicembre dello scorso anno, quindi abbiamo una situazione tecnicamente molto bullish che peraltro si è concretizzata nel momento in cui le quotazioni hanno superato con slancio area 1,95 euro.

Il titolo è in ipercomprato di breve, ma ne ha tutti i motivi, quindi per me rimane long e non vedo ragioni tecniche, se non l’ipercomprato, per eventuali posizionamenti alternativi.

Non ho Banco BPM in portafoglio, ma se lo avessi rimarrei long, tenendo presente che con una chiusura sopra i 2,04/2,05 euro potrebbe tentare ulteriori allunghi verso i 2,2/2,25 euro.

Onestamente non vedo un rapporto rischio-rendimento ideale per intervenire in questo momento, ma chi ha già il titolo fa bene a tenerlo ancora.

Anche per Ubi Banca la dinamica tecnica è bullish e se vogliamo anche di più facile lettura e interpretazione rispetto a Banco BPM.

Molto bello il trend che sta sviluppando il titolo, rafforzatosi recentemente con la chiusura sopra 2,565 euro.
Per Ubi Banca vedo un target imminente a 2,8 euro, raggiunto il quale si faranno ulteriori valutazioni.

Vale quanto già detto per Banco BPM: se non si è in posizione lo si osserva passivamente perchè il rapporto rischio-rendimento per comprare Ubi Banca e tenerlo è molto lontano a questi prezzi.

Pericolo per il titolo solo in caso di chiusura sotto quota 2,55 euro.

Tenaris e Saipem provano a rimbalzare dopo il calo della vigilia. Qual è la sua view su questi due titoli?

Ho entrambi i titoli in posizione long e credo che il petrolio abbia dato un segnale di inversione rialzista importante.

Tenaris ieri ha perso terreno, ma venerdì ha recitato la parte della leonessa, quindi il calo registrato in avvio di settimana mi sembra fisiologico, anche considerando che il petrolio è entrato in una fase correttiva di breve.

Confido che l’oro nero riprenderà a salire, ma non sono ancora in grado di dire da quali basi.

Mantengo Tenaris in portafoglio e cambierei idea solo nel caso in cui dovesse chiudere sotto area 9 euro.
Viceversa spero che il titolo si muova in direzione del mio target che stimo in zona 10,5 euro.

Per Saipem le premesse sono identiche, vista anche l’ottima correlazione con il petrolio.
Il titolo viene da una settimana molto positiva e quindi ieri si è approfittato della stabilizzazione dell’oro nero per procedere a delle prese di beneficio.

Chi ha comprato Saipem in area 4 euro, come ho fatto io, è entrato molto bene e quando ciò accade bisogna avere il coraggio di mantenere.

Continuo a rimanere long sul titolo e mi stopperò solo sotto 3,88 euro, ma credo che Saipem possa sorprendere e riportarsi anche verso area 4,75 euro, sempre in affiancamento al petrolio che deve risvegliarsi un attimo.

FinecoBank sta provando ad allontanarsi dai minimi delle ultime giornate. Come valuta l’attuale impostazione del titolo?

FinecoBank da diversi giorni sta attraversando una fase tutto sommato interlocutoria.
Il titolo non mi dispiace e credo che i minimi segnati ad agosto in arrea 8,5 euro siano piuttosto consistenti e difficilmente rivedibili.

Nel lungo FinecoBank per me resta da accumulare, ma evidentemente nel breve è entrato in un grandissimo laterale, anche molto fastidioso se vogliamo per gli operatori.

Il titolo si muove in un range tra 9,2 e 9,8 euro ormai da diverse sedute, ma è pur vero che l’esperienza mi insegna che i grandi movimenti in laterale anticipano movimenti impulsivi.

Non sono in posizione su FinecoBank e rimango in osservazione: finchè si manterrà sopra 9,2 euro rimarrà long, mentre in caso di sfondamento al rialzo dei 9,8 euro bisognerà comprarlo sulla forza.

Occhio al laterale quindi, fermo restando che è inutile muoversi adesso, ma con una rottura dei 9,8 euro sarò pronto ad entrare con target a 10,8/11 euro. 

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