Borse: un risk-on stanco e pericoloso. Eur/Usd verso una pausa?


Di seguito riportiamo l’intervista a Pietro Paciello, CEO e Chief Analyst della Pro Markets Sagl, Asset Management Company, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L’euro-dollaro dopo essere scivolato sotto quota 1,11 ha ripreso quota, mentre il dollaro-yen è tornato ad indebolirsi. Cosa si aspetta per questi due cambi nel breve?

Vedo una prosecuzione del rafforzamento dell’euro-dollaro e per me l’inversione che si è generata allorquando è stata rotta al rialzo area 1,10, resta un’inversione di tendenza in cui confido molto.

La mia idea è che l’euro sia da comprare sulla debolezza, quando arriva, e per il momento non sta tradendo queste aspettative.

Nell’immediato l’euro-dollaro ha un target abbastanza evidente in area 1,12 dove probabilmente si verrà a formare una divergenza ribassista e quindi mi aspetto che possa partire una pausa correttiva.

Al di là di movimenti intraday anche un po’ nervosi, come si è visto giustamente ieri stante anche la riunione della Fed, mi sembra che la rottura al rialzo di area 1,10 abbia dato all’euro una nuova impostazione rialzista di medio-lungo termine.

Indubbiamente sarà un rialzo controllato e difficilmente assisteremo alla volatilità e agli strappi che hanno caratterizzato il cross qualche mese fa, perchè la BCE è molto vigile e protegge la posizione di forza acquisita con la svalutazione competitiva.

Mi sembra però che il mercato stia ricoprendo le posizioni euro e sarà molto importante vedere cosa succederà in area 1,12, dove l’euro-dollaro troverà una resistenza abbastanza significativa, ma fino a quella soglia credo che ci arriverà.

In area 1,12 vedo una pausa e una decelerazione per il cross, ma nulla di più, e direi che è significativa anche la zona di minimi segnata in zona 1,107 che mi sembra sia stata molto lavorata dal mercato.

In questo momento quindi se dovessi guardare a due riferimenti operativi indico la resistenza a 1,12 e il supporto a 1,107, con conseguente attività di posizionamento in prossimità di questi due livelli, visto che la zona attuale è di neutralità e probabilmente il rapporto rischio-rendimento già non paga più.

In area 1,12 mi aspetto una correzione, magari non troppo marcata, e in seguito non escluderei un tentativo di violazione della suddetta area.

Il dollaro-yen è straordinariamente risk-on e non ha tradito le logiche dell’analisi intermarket.
Il cross palesa però un po’ di stanchezza e credo che andrà a fare un test del supporto dinamico fondamentale in area 108,15/108.

Ogni valutazione operativa sul dollaro-yen e direi anche sul quadro intermarket sarà da ricondurre a quello che succederà quando ci sarà questo test.

Nel breve indicherei per questo cross due livelli di riferimento: area 108/108,15 come supporto dinamico, la cui violazione avrebbe ripercussioni significative a livello intermarket, e una resistenza sull’ultimo massimo, oltre il quale il dollaro-yen darà un segnale di forza al rischio e quindi ai mercati azionari in generale.

L’oro continua muoversi a non molta distanza dall’area dei 1.500 dollari. Qual è la sua view su questo asset?

Mi sembra che quella dell’oro si confermi ancora una volta come una dinamica correttiva molto controllata.
A me piace molto come il gold sta digerendo la grande sbornia rialzista che ne ha caratterizzato l’andamento da giugno in poi.

Tutto sommato, per quanto l’oro non salga più, è anche vero che sta stabilizzando in maniera abbastanza pulita, quindi quella attuale è a mio avviso una fase di smaltimento del grande rialzo che lascia pensare che l’oro ormai sia da considerare decisamente invertito al rialzo.

Dal punto di vista operativo muoversi nell’area prezzi attuale non appare una grande intuizione e secondo me sarà significativo valutare se e quando l’oro tornerà a testare il doppio massimo fatto a 1.550 dollari.

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In caso di violazione di questo ostacolo potremmo avere delle conseguenze intermarket importanti, ma prima direi di no, perchè in questo momento l’oro mi sembra uno strumento da trading.

In sostanza ora si può comprare la debolezza e vendere la forza, ma con risultati in termini di prezzi e target molto limitati.

Cosa può dirci in merito al recente andamento del petrolio e quali le sue previsioni nel breve?

Per il petrolio confermo la grande valenza del triplo minimo realizzatosi in area 50,5/50,6 dollari.
Questa è un po’ la linea Maginot per l’oro nero, nel senso che il mercato ha valutato e apprezzato quest’area senza riuscire a violarla.

In un’ottica di posizionamento di lungo, in presenza di una tenuta così significativa, personalmente proverei a comprare sempre la debolezza sul petrolio, fino a quando si manterrà sopra i 50,5 dollari.

Nel breve si sta creando un evidente trading range racchiuso in un triangolo molto ben definito, prossimo peraltro alla violazione.

Mi attendo quindi volatilità a breve sul petrolio e i livelli tecnici da monitorare sono due: al rialzo area 56 dollari, la violazione della quale aprirebbe le porte ad un rafforzamento anche potente verso area 59/60 dollari al barile.

Al ribasso l’attenzione andrà rivolto al supporto dinamico, peraltro molto vicino, a 54,5 dollari, visto che con una chiusura al di sotto di tale soglia il petrolio potrebbe andare a rivedere la zona dei minimi a 50,5 dollari.

Dai valori appena indicati ne deriva un’analisi tutto sommato neutrale sul petrolio, nel senso che in questo momento non vedo margini per un posizionamento equilibrato.

Aspetterei la violazione di uno dei due livelli indicati prima di posizionarmi e personalmente propendo per una violazione rialzista.

Sappiamo però che il petrolio ci ha abituato a tutto e al contrario di tutto e solo quando dovesse rompere al rialzo o al ribasso il triangolo citato, potrò trarre delle conclusioni operativamente più consistenti che al momento non vedo.

Alla luce di quanto detto fino ad ora, quali è il messaggio che ci può dare per le Borse?

Le Borse ieri, complice anche un arretramento abbastanza evidente del dollaro-yen, avevano dato qualche timido segnale di potenziale partenza di una fase di indebolimento.

Sappiamo poi come è andata, con Wall Street che ha suonato di nuovo la carica, anche in presenza di una Fed che non ha sorpreso.

Dalle variabili intermarket citate prima emerge in tutta la sua chiarezza una fase di attesa dei mercati azionari.
Operativamente il trend delle Borse è ancora rialzista, probabilmente in una fase di esaurimento se vogliamo anche molto pericolosa da tradare al rialzo.

Per me non c’è convenienza a comprare a questi prezzi, ma non posso certo dire che ora il mercato scenderà e crollerà.

Le Borse almeno per il momento non hanno alcuna indicazione ribassista e al riguardo è molto significativa la configurazione tecnica del Dow Jones che continuo a pensare sia in questo momento l’indice graficamente più preciso.

Se osserviamo il Dow Jones nel lungo termine notiamo che ieri ha potenzialmente completato un livello tecnico di resistenza importante.

L’indice aveva una sequenza di massimi allineati verso il basso, quindi leggermente decrescenti, coincidente con area 27.250.  

Anche questo target è stato completato e a differenza di quanto ci si sarebbe aspettati in passato, nulla è successo, nel senso che il mercato ha rivisto questa resistenza significativa in area 27.250, ma l’ha completamente ignorata.

Questo mi porta a confermare quanto detto poc’anzi: per quanto le Borse possano essere valutate un po’ drogate e in ipercomprato, di fatto la pressione ribassista non c’è.

Nessuno spinge al ribasso, se non con dei tentativi poco significativi e ne deriva che fino a quando non avremo un segnale di indebolimento del dollaro-yen o un euro-dollaro sopra quota 1,12, probabilmente non avremo chiamate ribassiste sull’azionario.

Indubbiamente siamo in presenza di un risk-on stanco e pericoloso, ma è ancora un risk-on.

Chi si è già posizionato probabilmente fa bene a mantenere le posizioni long perchè nonostante i vari alert il mercato non storna.

Chi invece è fuori dal mercato, se dovesse rincorrerlo in questa fase probabilmente lo farebbe correndo rischi non equilibrati.

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