Borse: rialzo prossimo alla fine? Eur/Usd: ecco quando comprare

Le Borse hanno ancora un piccolo spazio di redditività da regalare, ma non vale la pena percorso visto i rischi cui si va incontro. L’analisi di Pietro Paciello.

L’euro-dollaro sta portando avanti il recupero oltre quota 1,11, mentre il dollaro-yen si mantiene sotto area 109. Quali le sue previsioni per questi due cross?

Nella precedente intervista avevamo anticipato la sensazione che l’ultima violazione rialzista dell’euro-dollaro fosse molto consistente.

Questo perchè dopo una prolungata fase di discesa, finalmente su dinamica temporale giornaliera il cross ha violato un’importante resistenza.

Per quanto questa rottura non abbia in questo momento una grande ripercussione a livello intermarket, visto che osserviamo comunque un dollaro molto forte, ad esempio contro lo yen, mi sembra significativo notare che la violazione sia avvenuta.

Continuo a pensare che salvo stravolgimenti, l’euro-dollaro ormai da qualche seduta è da comprare sulla debolezza.
Nella sessione odierna è stata approcciata con estrema precisione la seconda resistenza dinamica di lungo a 1,114/1,115, per cui per il momento tirerei i remi in barca sulle posizioni long.

Ritengo sia giusto assecondare ora un’eventuale fase di prese di beneficio che potrebbe portare l’euro-dollaro verso zona 1,105.

Se questa soglia favorirà un nuovo rimbalzo, andrà a sancire definitivamente l’inversione rialzista del cross.
Chi detiene posizioni in ottica di breve farebbe bene a prendere beneficio ora, mentre chi opera nel lungo deve abituarsi all’ipotesi che l’euro-dollaro abbia invertito al rialzo.

Il prossimo target, dopo una fisiologica fase di discesa, lo possiamo individuare in area 1,125/1,127, dove incontrerà un’altra resistenza significativa. 

Sono conservativo nel breve, ma fino a quando non sarà messo in discussione il minimo dell’anno, l’euro-dollaro sarà da acquistare sulla debolezza.

Quanto al dollaro-yen, prima ho indicato che il forte movimento impulsivo dell’euro-dollaro è stato a se stante, atteso peraltro da tempo, per cui non va a correlarsi al contrario con il dollaro-yen.

Quest’ultimo cambio rimane invece davvero ben legato alla dinamica risk-on dei mercati, ricordando che questi ultimi salgono sempre con un dollaro forte, o almeno così hanno sempre fatto nella storia che io conosco.

Il dollaro-yen sembra assecondare questa dinamica di mercato e farei attenzione alla sessione odierna perchè l’arrivo in area 109 era atteso e questa può essere un’area statica che induce un rallentamento sul rischio.

Se i massimi odierni del dollaro-yen dovessero essere superati in chiusura di settimana avremo ancora risk-on.

Diversamente starei attento perchè l’approdo del dollaro-yen in una zona tecnica significativa come quella dei 109 potrebbe iniziare a provocare un po’ di vendite di dollari e automaticamente potrebbero partire prese di beneficio anche sul rischio e quindi sull’azionario.

L’oro si è nuovamente indebolito tornato sotto quota 1.500 dollari l’oncia. Si aspetta ulteriori cali nel breve?

L’oro asseconda benissimo il risk-on ed è evidente che beni rifugio come il gold e il bund stiano giustamente scendendo.

Faccio però notare che l’arretramento dell’oro, per quanto persistente da diverse sedute, vede le quotazioni mantenersi in un’area molto elevata.

L’oro si conferma quindi un asset che ha invertito al rialzo dal punto di vista squisitamente tecnico, quindi non sono molto colpito da questa fase di arretramento del gold.

A mio avviso sta correggendo in maniera fisiologica ed è pronto a ripartire, ma lo farà solo se l’azionario o il dollaro storneranno, cosa che al momento è solo un’ipotesi.

Se le Borse e il dollaro-yen dovessero correggere, l’oro schizzerà di nuovo al rialzo e in quel caso troverà una prima resistenza a 1.508 dollari, oltre cui andrà a rivedere molto velocemente i massimi dell’anno.

Il petrolio fatica a recuperare dai minimi raggiunti di recente. Cosa può dirci di questo asset?

Il petrolio ha ormai da diversi giorni un andamento molto complicato da leggere e io stesso mi aspettavo che la zona statica venuta a formarsi in area 51 dollari fosse una soglia da cui vedere una partenza violenta del petrolio.

Salvo qualche piccolo strappo rialzista, l’oro nero continua a tornare molto frequentemente sui suoi passi.
A questo punto anche la mia chiave di lettura è abbastanza conservativa: ritengo che quella dei 50,5/51 dollari sia un’area buy, di fatto però il petrolio non sta accelerando.

Mi aspetto però una ripartenza al rialzo perchè credo che molti del pubblico retail, compreso il sottoscritto, abbiano già posizionato dei buy sul petrolio, e siano un po’ in sofferenza perchè i prezzi non strappano verso l’alto.

Mantengo la mia view long sull’oro nero fino a quando i corsi rimarranno sopra i 50,5 dollari, ma onestamente l’andamento del petrolio sta un po’ stancando gli operatori.

Mi attendo che da qui a breve questa situazione di stallo si vada a sbloccare e se ciò avverrà in senso positivo, come auspico, vedo un petrolio velocemente proiettato in area 59 dollari.

E’ giusto però dire che al momento questa view rialzista non mi sta stando ragione.

Alla luce di quanto detto fino ad ora, quali indicazioni ci può fornire per le Borse?

I mercati azionari sono long e su questo non c’è alcuna ombra di dubbio, ma è altresì abbastanza evidente che possano necessitare di una fase di prese di beneficio.

Di fatto però questa rimane un’ipotesi perchè anche ieri si è intravisto un minimo di debolezza, sulla quale però subito fioccano gli acquisti.

Continuo a pensare che sia un mercato un po’ artatamente guidato al rialzo, ma di fatto è quello che stiamo vivendo, quindi mettersi contro è sbagliato.

C’è da dire che per quanto possa sembrare esasperato, il movimento a livello intermarket è molto corretto: dollaro forte, oro in arretramento e Borse forti.

Il consiglio che posso dare è di rimanere molto legati al contesto intermarket, quindi ipotizzare una pausa dei mercati azionari o un arretramento degli stessi solo se dovessimo vedere il dollaro iniziare a perdere terreno conto lo yen.

Viceversa, meglio non mettersi contro le Borse che sono davvero molto bullish per il momento.
Oggi vedo dei piccoli segnali di potenziale inversione, ma è ancora presto per dire che siano tali.

Sto monitorando con attenzione la giornata e guarderò con molto interesse alla chiusura di domani.

Sul grafico del Dow Jones vedo un piccolo box di prezzi ancora inesplorato, quindi non è stata completata la terza gamba di allungo che stiamo vivendo in questi mesi e ciò avverrebbe in area 27.250.

Le Borse quindi hanno ancora un piccolo spazio di redditività da regalare, ma parametrato ai rischi che si possono correre non vale la pena di essere percorso.

Rimango quindi in osservazione, pronto a shortare in attesa del dollaro e del gold, ma per il momento l’azionario si conferma long.

Da notare che in questo momento c’è un disallineamento tra corsi economici e dinamiche di mercato, ma di fatto le Borse sono impostate benissimo al rialzo.

Non ho più un beneficio potenziale nel percorrere il long e spero parta lo short, ma ciò non è ancora avvenuto.
Se i mercati azionari dovessero chiudere in debolezza domani, allora le piccole figure di inversione che vedo sui grafici di breve dei principali indici potrebbero assumere maggiore consistenze. 
 

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