Borse: il rialzo non è ancora finito. Eur/Usd pronto a scattare?

Le Borse non hanno completato il movimento in salita e al momento non si vedono segnali di un imminente indebolimento. L’analisi e le strategie di Pietro Paciello.

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L’euro-dollaro sta provando a fatica a riportarsi sopra quota 1,10 senza mostrare particolare verve al momento. Cosa si aspetta nel breve?

In queste ultime ore c’è un movimento abbastanza consistente sull’euro-dollaro che sta generando una spinta a mio parere piuttosto interessante.

E’ la prima volta dopo diversi mesi di persistente debolezza che il cross va a violare al rialzo delle aree di resistenza di lungo termine e mi riferisco in particolare alla dinamica giornaliera.

Va subito sottolineato che non c’è una coerenza intermarket tra ciò che osserviamo sull’euro-dollaro e quello che avviene sul mercato del rischio e in particolare sul dollaro-yen.

Sembra un movimento isolato, ma dopo mesi di debolezza è la prima volta che fa capolino un tentativo di inversione dell’euro-dollaro.

Il breakout di area 1,10 è stato abbastanza significativo, accompagnato anche da una discreta spinta direzionale e ora resta da vedere se ci sarà un seguito nel breve.

Per ora noto che anche i principali oscillatori si sono posizionati in una dinamica potenzialmente favorevole ad una prosecuzione del rialzo.

Osservo con grande attenzione una potenziale area di pull-back in zona 1,095 e se l’euro-dollaro dovesse correggere dalla recente fase di upside e non violare quest’area, la stessa potrebbe diventare una soglia di accumulo e allora sì che potremmo ipotizzare la partenza di nuovi movimenti direzionali.

Questo fine settimana ci ha regalato un euro-dollaro particolarmente brillante e un petrolio che finalmente sembra aver imboccato la strada del recupero.

Non mi pare che entrambi i movimenti abbiano conseguenze particolari a livello intermarket, ma in ottica di stretto trading sono sicuramente da prendere in considerazione.

L’euro-dollaro è atteso al test di un’area supportiva di breve a 1,095 e qualora questo livello venisse mantenuto, non escluderei proiezioni al rialzo verso area 1,11.

Viceversa, e non sarebbe la prima volta, la violazione al ribasso di 1,095 sarebbe l’ennesimo falso breakout rialzista e riporterebbe probabilmente l’euro-dollaro verso i minimi in area 1,09.

Guardando il grafico in questo momento mi aspetto una prosecuzione del rialzo, anche se sicuramente rivelo un ipercomprato di breve visto che il movimento è stato molto veloce.

Non escludo quindi un rientro, ma se l’euro-dollaro manterrà quota 1,095 euro, secondo me si può costruire la base per un rialzo più prolungato.

Il dollaro-yen viaggia a ridosso di quota 108. Quali evoluzioni prevede per le prossime sedute?

Il dollaro-yen mi sembra davvero il metronomo della dinamica risk-on che continua ad essere ben presente sul mercato.

Il cross continua ad assecondare soprattutto nelle ore notturne il buon andamento dei listini asiatici e credo che solo un eccesso di ipercomprato di breve possa portare ad un eventuale movimento correttivo.

Se la forza dell’euro-dollaro dovesse proseguire e palesarsi con un tentativo di allungo verso area 1,11, mi attendo che il dollaro-yen inizi una piccola dinamica correttiva.

Alla lunga i due cross non possono essere così scarsamente correlati, mi attendo quindi un ritorno della correlazione e se l’euro-dollaro manterrà l’impulso rialzista di ieri, il dollaro-yen scenderà verso area 107.

Qui il cross incontrerà un supporto dinamico molto significativo e lì si ripristinerà probabilmente una fase favorevole agli acquisti.

Al momento vedo il dollaro-yen leggermente stanco e un po’ in ipercomprato, e quindi penso che una buona base di accumulo possa essere in area 107.

Il petrolio si sta spingendo in avanti sulla scia delle tensioni geopolitiche delle ultime ore. Il movimento in atto è destinato a proseguire nel breve?

Questo movimento di rialzo del petrolio era atteso da diverse ore e mi permetto di ricordare che dopo l’attacco ai pozzi sauditi avvenuto a settembre, abbiamo avuto uno shock rialzista dell’oro nero.

Dopo questa fase le quotazioni non solo sono tornate indietro, ma hanno anche violato i livelli da cui era partito quel movimento.

Questo mi sembra abbastanza strano, perchè posso capire che rientri una dinamica di eccesso, ma sono sorpreso che il ritracciamento sia andato oltre i livelli da cui il movimento rialzista era partito.

L’andamento del petrolio nelle ultime ore mi sembra molto direzionale e sui grafici di breve noto un certo ipercomprato, quindi non escludo modeste correzioni.

Credo però che l’area dei 51 dollari al barile, che è stata una zona statica lungamente trattata negli ultimi giorni, sia il vero livello da monitorare con attenzione.

Fino a quando il petrolio si manterrà al di sopra dei 51 dollari al barile il grafico andrà letto in ottica rialzista.
In questo senso, salvo logiche dinamiche di accumulo e distribuzione, credo che il primo target per l’oro nero sia a 55,5 dollari e in seguito a 57 dollari.

Da ieri per me il petrolio è tornato long, lo sto tradando al rialzo e fino a quando si manterrà sopra i 51 dollari la debolezza sarà sempre da comprare.

Questo discorso vale anche per asset legati all’oro nero, tanto che ho inviato un buy su ENI, Saipem e Tenaris e sto cercando di assecondare questo tema.

L’oro si sta riportando nuovamente al di sotto di area 1.500 dollari. Si aspetta ulteriori ripiegamenti nel breve?

Il mercato in questo momento è palesemente risk-on, con le Borse che tirano bene, e l’oro che ha fatto un’inversione di lungo, giustamente stabilizza.

Mi sembra che il gold stia vivendo un classico movimento di stabilizzazione delle quotazioni, tipico peraltro di un mercato palesemente bullish.

L’oro sta rifiatando, ma la tendenza nel lungo termine rimane decisamente rialzista.
Lasciamo decantare gli eccessi di breve e lasciamo completare il rialzo dell’azionario, ma la debolezza dell’oro resta da comprare.

Credo che la discesa del gold possa proseguire anche fino ai 1.450 dollari, dove vorrei posizionarsi al rialzo e non prima.

Alla luce di quanto indicato fino ad ora, cosa ci può dire per le Borse?

In una precedente intervista avevamo indicato che i mercati azionari non hanno grandi tematiche nuove.
Lo status che si è venuto a creare di un mercato che secondo alcuni è drogato al rialzo, secondo altri è palesemente sostenuto dall’amministrazione americana, è ormai un dato di fatto.

Il mercato attuale riesce a superare abbastanza velocemente tutte le notizie negativa e una riprova di ciò arriva dall’andamento degli indici americani che dopo una discesa anche profonda nelle ultime giornate, in due sessioni hanno completamente ricoperto al rialzo tutte le posizioni.

Sto seguendo con molta attenzione il Dow Jones, che al momento ritengo il più rappresentativo a livello tecnico-grafico.

Guardando la stabilizzazione del gold, la forza del dollaro contro lo yen, salvo l’eccezione di queste ore contro l’euro, la divergenza rialzista che ha creato un’occasione di buy sul Dow Jones a inizio ottobre, credo che il movimento delle Borse non sia ancora completo al rialzo.

Ipotizzo che la salita possa proseguire, salvo l’eccesso di breve, e il target che ho per il Dow Jones è in area 26.800.

Allorquando l’indice dovesse approdare in quest’area, inizierei a chiedermi se il trend può invertirsi o meno, ma non prima, perchè non vedo segnali che possano portare a valutare un imminente indebolimento delle Borse.

In sintesi secondo i grafici il rialzo non è ancora concluso e la domanda che mi sono posto nelle ultime ore è se il ribasso dell’euro-dollaro sia finito o meno, perchè secondo me è la variabile chiave.

Sarà questo cross a guidare le danze nelle prossime giornate e se davvero avrà smesso di scendere, prima o poi il riallineamento del contesto intermarket arriverà e sarà sfavorevole all’azionario, ma per il momento non ci sono segnali di questo tipo.

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