Borse al sicuro: per quanto ancora? Eur/Usd: chiudere gli short


Di seguito riportiamo l’intervista a Pietro Paciello, CEO e Chief Analyst della Pro Markets Sagl, Asset Management Company, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L’euro-dollaro continua a perdere terreno e di converso assistiamo ad un rialzo del dollaro-yen. Quali indicazioni ci può fornire per questi due cambi?

Dal punto di vista pratico l’euro-dollaro, dopo aver dato un grande segnale di inversione diversi tempo fa, con il breakout della resistenza in area 1,10, ha poi dato vita ad un doppio massimo in area 1,117/1,1175, come avevamo ipotizzato.

Il doppio massimo è tradizionalmente una figura di inversione ed evidentemente il mercato l’ha sentita e ha provveduto delle prese di beneficio.

Queste ultime vanno solo parzialmente ad annullare l’estrema robustezza del breakout rialzista di cui abbiamo parlato.

L’euro-dollaro quindi per me rimane un asset potenzialmente al rialzo e in questo momento sta fisiologicamente rispondendo in maniera corretta ad una delle figure di inversione dell’analisi tecnica tradizionalmente più riconosciute.

La correzione sta diventando sempre più robusta e in questi casi non avendo dei grandi riferimenti in termini di supporto e di resistenza, mi affido alle logiche dei ritracciamenti, incluso Fibonacci.

In area 1,103 siamo sul 50% del movimento rialzista precedente, quindi teoricamente questa è una zona in cui si potrebbe assistere a qualche tentativo di recupero/rimbalzo.

A livello intermarket c’è da dire che questa debolezza dell’euro-dollaro non è molto giustificata visto che l’azionario sta vedendo affievolirsi la sua fase di ascesa.

potranno arrivare secondo Pietro Paciello.

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Guarderei con molta attenzione alla soglia degli 1,103 di euro dollaro che per me è un’area sensibile e interessante e probabilmente un tentativo long ci può stare, con uno stop molto stretto, per andare a rivedere i recenti massimi citati prima a 1,1175/1,118. 

Quella attuale per me è una buy zone dove conviene chiudere gli short aperti sul doppio massimo e tentare magari un ingresso long speculativo, stoppandosi però subito sotto 1,102/1,1015.

Teoricamente se l’euro-dollaro troverà la forza per reagire, automaticamente è logico attendersi una reazione al ribasso del dollaro-yen, vista la correlazione negativa tra i due.

Il dollaro-yen sta salendo ancora tanto e ha annullato qualsiasi ipotesi di massimi relativi consistenti, confermandosi in gran forma.

Se però l’euro-dollaro dovesse recuperare, allora potremo stimare una correzione del dollaro-yen verso area 108,5. Nel caso in cui però questo cross non dovesse mollare cenni di debolezza, sarà proiettato addirittura verso quota 110.

Attenzione alla forte correlazione che deve caratterizzare l’andamento di questi due cross perchè in questo momento sono mature le indicazioni potenziali di un’inversione o meno del trend dell’euro-dollaro.

Il petrolio oggi torna indietro dopo i recenti rialzi, mantenendosi per ora sopra quota 56 dollari. Quali le sue attese nel breve?

Non sono sorpreso dalla correzione odierna del petrolio che si presenta in divergenza ribassista, quindi mi sembra abbastanza fisiologica.

Personalmente sto puntando su questo storno e sono short da qualche ora dai massimi recenti e credo che il petrolio debba andare ad appoggiarsi in zona 55 dollari prima di essere rivalutato in chiave long.

In area 55 dollari mi aspetto che l’oro nero torni tonico e rialzista, perchè credo che dopo essersi allontanato dai 51 dollari debba essere considerato come un asset long e non short.

A prescindere quindi da tentativi sporadici, come quello mio attuale, di short selling sulla divergenza, c’è da dire che sulla debolezza forse la cosa più intelligente da fare è comprare il petrolio.

La fase risk-on dei mercati sta penalizzando l’oro che continua a scivolare verso il basso. Una discesa destinata a proseguire?

C’è un timido segnale di potenziale deprezzamento dell’asset rischio, con i mercati azionari che da ieri, per la prima volta dopo diversi giorni, non stanno segnando nuovi massimi.

Questo dovrebbe portare ad un rafforzamento delle variabili correlate negativamente al rischio, tra cui l’oro e l’euro-dollaro.

Un rafforzamento che però al momento non vediamo, ma l’oro sta testando un livello molto importante, visto che dal grafico si evince una base statica di rilievo sui minimi toccati ieri.

Siamo un po’ al punto di non ritorno sia a livello di grafico in sè per sè che a livello intermarket.

Se l’oro dovesse bucare i minimi di ieri potrà scendere molto e dare un nuovo segnale di forza al rischio, quindi potremo vedere nuovi massimi in Borsa.

Se al contrario il gold e l’euro-dollaro rimbalzassero con decisione dai livelli attuali, confermerebbero quella timida dinamica di prese di beneficio che stiamo osservando sull’azionario.

Alla luce di quanto detto fino ad ora, cosa aspettarsi dunque per le Borse?

Probabilmente i tempi sono maturi per assistere ad un nuovo movimento direzionale e direi che anche i riferimenti che abbiamo su due strumenti come l’oro e l’euro-dollaro ci aiuteranno molto.

Se i recenti minimi di questi due asset saranno bucati, allora potremo di nuovo assistere ad una nuova ascesa dei mercati azionari, mentre se oro ed euro-dollaro dovesse rimbalzare, per il rischio potrebbe avviarsi una fase un po’ problematica e le prese di beneficio potrebbero diventare più consistenti.

Non vedo in ogni caso in questo momento nessun segnale che possa palesare un’esaurimento della dinamica in corso per le Borse.

Proprio i livelli molto vulnerabili indicati per l’oro e l’euro-dollaro ci stanno ad indicare che l’azionario voglia di scendere non ne ha.

Allo stato attuale gli indici sono ancora sui massimi, basti guardare all’SP500 e da lì non si schiodano e la mia idea è che la debolezza non arriverà direttamente dai listini azionari, ma sarà indotta dal fatto che alcune variabili intermarket chiave diano segnali importanti.

Queste indicazioni al momento non le abbiamo, quindi le Borse si confermano toniche e in legittima fase di timida correzione, ma non vedo segnali di debolezza in arrivo.

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